Consulenza AI e ottimizzazione dei processi

Individua i processi in cui l'AI rende davvero e ottieni una roadmap da chi la realizzerà.

L'errore costoso nell'adozione dell'AI non è scegliere il modello sbagliato. È passare due trimestri ad automatizzare un processo che andava eliminato, oppure costruire il progetto pilota che fa un'ottima figura in demo e non arriva mai in produzione, perché nessuno ha stimato il lavoro di integrazione.

La nostra consulenza esiste per evitarlo. Osserviamo come il lavoro scorre davvero nella tua azienda, individuiamo i punti in cui volumi elevati e lavoro manuale si incontrano e torniamo con una breve lista di casi d'uso ordinati per ritorno, compresi quelli in cui la risposta giusta è sistemare il processo anziché automatizzarlo.

Parliamo del tuo progetto

Cosa ottieni

  • Una mappatura dei processi interessati, con volumi, passaggi di consegne e i punti in cui si perde davvero tempo
  • Una lista prioritizzata di casi d'uso, valutati per valore, fattibilità e maturità dei dati
  • Una valutazione onesta dei dati: cosa è utilizzabile oggi e cosa va sistemato prima
  • Raccomandazioni make or buy per ogni caso d'uso, con l'opzione del fornitore correttamente quantificata
  • Una roadmap di realizzazione con stime di effort, sequenza delle attività e metriche di successo definite
  • Rischi, governance e inquadramento rispetto all'AI Act europeo per i casi d'uso che lo richiedono

Partiamo dal processo, non dalla tecnologia

Fare analisi significa sedersi accanto alle persone che svolgono il lavoro. Il processo documentato e quello reale divergono in quasi ogni organizzazione, ed è in quello scarto che di solito si nasconde l'opportunità: il foglio di calcolo che riconcilia due sistemi, la casella di posta che una persona smista a mano, il report ricostruito da zero ogni lunedì.

Quantifichiamo ciò che troviamo: quante volte al mese, quanto dura ogni operazione, quanto costa un errore quando si verifica. Così il dibattito sulla strategia AI diventa aritmetica, e l'aritmetica è ciò che regge all'esame di un CFO.

Priorità in base al ritorno, non alla novità

Ogni caso d'uso candidato viene valutato su tre assi: il valore se funziona, la fattibilità con la tecnologia così com'è oggi e la reale disponibilità di dati sufficientemente puliti. La lista che ne risulta di solito non è quella che l'organizzazione si aspettava: l'idea appariscente rivolta ai clienti finisce spesso dietro un processo interno poco glamour che gira diecimila volte al mese.

Siamo altrettanto diretti sui casi che sconsigliamo. Se un motore di regole risolve il problema in modo deterministico, se il volume è troppo basso per ripagare lo sviluppo o se i dati non esistono ancora, lo scriviamo nel report con le relative motivazioni. Una consulenza che dice sempre di sì non vale la spesa.

Dove si vede di solito il ritorno

Tre aree tendono a ripagarsi più in fretta delle altre. Tutte combinano volumi elevati e una costosa lettura manuale.

Revisione di contratti e compliance. Contratti lunghi e quadri normativi – GDPR, HIPAA, DORA – assorbono ore di legali senior. Un sistema di retrieval trova le clausole rilevanti e cita pagina e paragrafo, così un legale verifica in pochi minuti invece di leggere per ore.

Supporto interno. Le domande sulle policy aziendali arrivano di continuo, e la risposta è di solito divisa tra un documento di policy e dati aggiornati in un altro sistema. Il retrieval gestisce la parte di policy, una consultazione del sistema HR o dell'ERP gestisce il resto, e il dipendente ottiene una risposta invece di un ticket.

Elaborazione di fatture e documenti. Fatture ed estratti conto arrivano non strutturati e vengono ridigitati a mano. Estrarre i campi secondo uno schema fisso, verificarli rispetto all'anagrafica fornitori e registrarli nell'ERP elimina la coda invece di limitarsi ad alleggerirla. È anche la più facile da misurare delle tre, perché sai già quanto costa quella coda.

Maturità dei dati, governance e AI Act europeo

La maggior parte dei programmi di AI che si arenano si blocca sui dati, non sui modelli: record sparsi tra sistemi che non concordano, documenti scansionati anziché strutturati, storico sovrascritto invece che conservato. Confrontiamo ciò che hai con ciò di cui ogni caso d'uso ha bisogno e, dove serve un intervento correttivo, lo definiamo come attività a sé con un proprio costo, invece di lasciarlo come ipotesi nascosta nella stima di qualcuno.

Per le attività in Europa inquadriamo inoltre ogni caso d'uso rispetto all'AI Act europeo: in quale livello di rischio rientra, quali obblighi di documentazione e supervisione umana ne derivano e cosa significa per la progettazione. Rispondere a queste domande prima dello sviluppo costa molto meno che adeguarsi a posteriori, quando le pone un audit interno.

Consulenti che sviluppano

La roadmap è scritta da ingegneri senior che portano sistemi in produzione, ed è questo che mantiene oneste le stime: saremmo noi a doverle rispettare. Il nostro CEO conduce personalmente l'analisi e, per un cliente con cui abbiamo lavorato su più progetti, i moduli AI nati da questo processo hanno ridotto l'effort di sviluppo del 40%.

Non hai alcun obbligo di affidarci lo sviluppo. Il deliverable è tuo ed è abbastanza concreto da poter essere realizzato dal tuo team o da un altro partner. Ma quando i clienti proseguono con noi non serve alcun passaggio di consegne: chi ha mappato il processo è chi scrive il codice.

Domande frequenti

Quanto dura un progetto di consulenza AI?

Una valutazione mirata di un'area di business dura in genere da due a quattro settimane. Un'analisi più ampia a livello aziendale, con più reparti e una valutazione completa della maturità dei dati, richiede di solito da sei a otto settimane. Entrambe si concludono con una roadmap prioritizzata e delle stime, non con una presentazione di possibilità.

Dobbiamo affidarvi lo sviluppo di ciò che raccomandate?

No. La roadmap è tua e puoi realizzarla come preferisci: è scritta in modo abbastanza concreto da permettere a un altro team di metterla in pratica. Molti clienti proseguono con noi, soprattutto perché gli ingegneri che hanno analizzato il processo sono gli stessi che poi lo sviluppano, ma è una decisione che prendi dopo il report, non prima.

Ci direste di non usare l'AI?

Spesso. Se un motore di regole deterministico risolve il problema, se il volume del processo è troppo basso per ripagare lo sviluppo o se i dati di base non ci sono ancora, lo trovi nel report con le motivazioni. Sapere quali delle tue idee non si ripagheranno è una parte importante del valore.

Offrite consulenza anche ad aziende fuori dall'Europa?

Sì. Da Riga, in Lettonia, lavoriamo con clienti negli Stati Uniti e in Europa, e la nostra rete si estende tra Lettonia, Svezia e Stati Uniti. L'analisi si svolge da remoto, con sessioni in presenza quando il processo ha davvero bisogno di essere osservato di persona.

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Evgueny Lemasov — CEO di ITFriends.AI

Evgueny Lemasov

CEO, ITFriends.AI